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Territorio e storia di Campobasso

La Provincia di Campobasso, formata da 84 Comuni, ha una superficie di 2909 Kmq., con una intensità di popolazione superiore alla media regionale e ovviamente a quella della Provincia di Isernia. I confini della maggiore Provincia molisana sono segnati a nord dal fiume Trigno che la separa dall’Abruzzo, ad est dal mare Adriatico, a sud dai monti del Sannio e dai fiumi Fortore e Saccione che la separano dalla Campania e dalla Puglia, mentre ad ovest c’è la Provincia di Isernia. I centri abitati con una popolazione superiore ai 5000 abitanti sono: Campobasso, Termoli, Larino, Bojano, Montenero di Bisaccia, Riccia, Trivento, Guglionesi e S. Croce di Magliano. Il territorio della Provincia di Campobasso è caratterizzato, da un punto di vista orografico, da un continuo alternarsi di rilievi degradanti fino alla fascia litoranea, linearmente incisi dalle principali aste fluviali dei fiumi Fortore, Biferno e Trigno. Lungo questi corsi d’acqua, già importanti ambienti acquatici e rotte di migrazione, hanno avuto origine, per intervento dell'uomo, due grossi invasi, il lago di Guardialfiera e il lago di Occhito, divenuti ben presto importanti zone umide sia per l'ornitofauna stanziale sia per quella migratoria. A ridosso dei rilievi si distinguono varie fasce vegetazionali, più o meno estese in relazione all’opera dell’uomo. Abetine, faggete, quercete e pascoli caratterizzano in varia misura il paesaggio che nella parte più vicina al mare presenta anche attività agricole intensive. Forre, grotte, piani carsici, praterie d’altitudine e torrenti caratterizzano invece le catene montuose poste a baluardo dei confini con le regioni vicine.

L’invaso di Occhito

Interessa i territori dei comuni di Gambatesa, Macchiavalfortore, Pietracatella, S. Elia A Pianisi, Tufara.
Il lago di Occhito, che si estende in lunghezza per circa 12 Km, appartiene per metà alla Regione Puglia; esso segna il confine naturale del Molise con questa regione per circa 10 Km. È situato a valle di Macchiavalfortore ed è alimentato dalle acque del fiume Fortore, che ne è emissario e immissario. Le acque del lago di Occhito si estendono nell’alta valle del Fortore; cospicuo è il bacino imbrifero che si estende per circa 100 Kmq.
Per quanto attiene alla flora, il rimboschimento ha interessato specie autoctone quali leccio, robinia, querce, ma anche pino di aleppo e pino marittimo. La fauna è costituita prevalentemente da uccelli acquatici (falaghe, aironi e germani reali). Pesci: carpe, trote e tinche.

L’invaso del Liscione

Si estende nei territori di Larino, Casacalenda e Guardialfiera.L’invaso è stato realizzato nei primi anni ’80 sbarrando con una diga colossale le acque del Biferno. Il lago ha una superficie di 1043 Kmq., e serve ad irrigare una superficie di 20.000 ettari di territorio nel basso Molise; con le sue acque vengono alimentati di acqua potabile i comuni di Termoli, Campomarino, Portocannone, San Martino in Pensilis e Ururi; serve inoltre il nucleo industriale di Termoli con una portata di 3 mc. di acqua al secondo.
Le fasce degradanti verso le rive del lago sono state rimboschite con cipressi, pino d’aleppo, arizzonico. Vi sono residui di macchia mediterranea.
La flora comprende uccelli acquatici tra cui aironi, germani reali. Pesci: carpe, trote.

Il fiume Biferno

Il Biferno è l’unico fiume del Molise che scorre interamente in territorio regionale. Anticamente chiamato Tifernus, nasce alle falde del Matese presso Bojano e si snoda per 93 Km. Dopo aver attraversato il centro di Bojano, riceve le acque di numerosi affluenti, quali a sinistra quelle del Rio Freddo e a destra quelle del Quirino, che rendono impetuoso il suo corso. Dopo la piana di Bojano si incanala in una stretta valle, la valle del Biferno, caratterizzata, fino ad Oratino, da un paesaggio essenzialmente franoso; è solo verso Guardialfiera che la valle si allarga assumendo le caratteristiche del bassopiano; qui il Biferno riceve le acque del Cigno che scende dalla collina di Casacalenda. Il Biferno sfocia presso Termoli, con una foce a cuspide deltizia molto pronunciata. Questo fiume divide il Molise in due per cui fu necessario costruire su di esso numerosi ponti (romani, carolingi, normanni, ecc.) alcuni dei quali ora sono sommersi dalle acque del fiume presso la Diga del Liscione.
Lungo le rive si trovano varie specie vegetali; le più frequenti sono salici, pioppi e robinie.

Il fiume Trigno

Dopo il Biferno è il corso d’acqua che più interessa i bacini idrici molisani. Anticamente era denominato Trinius ed era fiume conosciuto alle popolazioni italiche in quanto alcuni importanti centri dominavano la sua valle, tra questi Pietrabbondante. Le sorgenti si trovano ai piedi di Monte Capraro nei pressi di Vastogirardi, in provincia di Isernia; per un tratto di 35 Km. scorre interamente in territorio molisano; nel secondo tratto di percorso, circa 45 Km. segna il confine con l’Abruzzo, fino a 7 Km. dalla foce presso San Salvo, quando rientra in territorio molisano. Il Trigno raccoglie nel Molise le acque di circa 30 torrenti e valloni. Nel cammino iniziale il fiume ha un corso tranquillo, ma nei pressi di Chiauci assume carattere impetuoso fino ad arrivare ad una cascata di 60 metri tra Pescolanciano e Chiauci, in località Foce. Subito dopo assume un andamento più tranquillo. Presso Roccavivara, sull’argine destro del Trigno, si incontra la chiesa di S. Maria in Canneto, vero gioiello dell’arte romanica racchiusa da un boschetto che affaccia direttamente sulle sponde del fiume. Poco più avanti il Trigno entra nella zona del nucleo industriale di San Salvo.
Vegetazione: ripariale (cespugli), pioppi, salici, robinie.

Il massiccio del Matese

Il massiccio del Matese si erge ad occidente in tutta la sua spettacolare bellezza e si mostra, intatto, nelle sue valenze naturalistiche e paesaggistiche. Dalle grotte che offrono inaspettati ed incredibili percorsi sotterranei tra Guardiaregia, San Polo e Campochiaro, agli inaspettati pianori che si aprono ad alta quota tra le rocce affioranti e i crinali boscosi fitti di faggi, castagni, e via via, più in basso, cerri e roverelle. I sentieri che si inerpicano da valle a monte, una fitta maglia di percorsi lungo i quali le tracce delle millenarie storie degli uomini di queste montagne si alternano alle testimonianze tangibili elle più antiche fasi della vita di questi luoghi: i fossili del Matese, eccezionale e ricchissima evidenza delle ere geologiche più antiche.
Le sommità dei crinali disegnano cime rocciose degradanti, dai 2050 metri di Monte Miletto, al lungo profilo della Gallinola che lo segue verso sud (metri 1923), a Monte Mutria (metri 1823), al passo della Procella (metri 1219).
Campitello Matese, nel comune di San Massimo, ospita la stazione turistica a quota 1429 metri, adagiata sulle falde orientali di Monte Miletto. Attrezzato da ogni punto di vista, Campitello ospita la stazione sciistica più importante del Mezzogiorno: parcheggi, alberghi e residence, spazi attrezzati, piste per lo sci alpino adatte anche ad ospitare gare di ogni genere, piste per lo sci di fondo, impianti di risalita, pattinaggio sul ghiaccio.
Anche d’estate Campitello Matese offre un ampio panorama di attrattive, dalle escursioni alle attività culturali e concertistiche.

L’Oasi WWF di Guardiaregia-Campochiaro

L’oasi è situata nel territorio dei comuni di Guardiaregia e Campochiaro, sul versante orientale molisano del massiccio del Matese in provincia di Campobasso. Si tratta di una delle più estese oasi del WWF Italia, infatti si sviluppa su due aree distinte, limitrofe fra loro, per una superficie totale di circa 3000 ettari. L’area di Monte Mutria (928 ettari) raggiunge una quota altimetrica di 1823 metri s.l.m. e le sue ripide pareti sono solcate da diversi canaloni, fra cui il più grande e spettacolare è il cosiddetto “canalone Cusano”. L’area delle gole del Quirino (128 ettari) è situata a ridosso del paese e forma una stretta e profonda incisione lunga circa 5 km tra il centro abitato e le alture del Monte Capraro e Torretta; l’area delle gole comprende non solo l’alveo del torrente Quirino, ma anche la “forra di San Nicola” con una spettacolare cascata di 100 metri. di salto totale.
Flora: piccoli arbusti quali biancospino, roverella, ornello, maggiociondolo e corniolo; faggio, leccio, tasso, acero, giglio di S. Giovanni, orchidee selvatiche (circa trenta specie)…
Fauna:, falco pellegrino, nibbio reale, lanario, poiana, merlo acquaiolo salamandrina dagli occhiali, lupo, gatto selvatico, tasso, scoiattolo…

L’Oasi LIPU a Casacalenda

Alle pendici dei Monti Frentani, tra il massiccio del Matese e la costa adriatica, si estende la più antica area protetta del Molise: l’oasi Lipu di Casacalenda. Si tratta di un bosco collinare di circa 140 ettari inserito in un paesaggio tipicamente rurale. L’oasi è costituita interamente da un compatto ambiente boscato se si escludono alcune piccole radure, testimonianza delle vecchie aree carbonili usate fino a qualche anno fa dai boscaioli. Tre piccoli ruscelli ai bordi del bosco e una piccola zona incolta contribuiscono alla diversità ambientale dell’oasi.
Flora: corniolo, biancospino, ginestra dei carbonai, orchidee…
Fauna: poiana, lanario, sparviero, biancone, nibbio reale, falco pecchiaiolo, volpe, donnola, faina…

Il Bosco Mazzocca a Riccia

Situato all’estremità meridionale del territorio comunale, il bosco è di forma irregolare ed occupa senza soluzione di continuità un ampio pianoro che degrada dolcemente senza rilevanti accidentalità. Da parecchi decenni la zona si è caratterizzata per la dotazione di una fitta rete di sentieri e mulattiere usate normalmente fino ad un trentennio fa. Oggi nel complesso boscato sono in uso sentieri e piste di esbosco. È dotato di strutture ricettive e per il tempo libero.

Le Pianelle di Tufara

Tipica macchia appenninica, dalla sua quota di 980 metri s.l.m. domina le valli che congiungono il Molise alla Puglia e alla Campania. Da questa zona si possono ammirare la piana del Fortore e l’invaso artificiale di Occhito, i panorami di molti paesi e la corona di colline che fa da sfondo ad un paesaggio per la particolare fisionomia agreste. L’area boschiva è ricca di alberi di alto fusto, soprattutto cerri.
Il bosco è attrezzato per la ricettività ed il tempo libero.
Flora:cerro, frassino, faggio, olmo, tiglio.
Fonte: Provincia di Campobasso

   
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